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Il
Trentino applica la legge sul condono di Berlusconi. La
legge sul condono premia e incoraggia la cultura “dei
più furbi”. Per questo contrasta con il principio
etico della politica. E’ un giudizio generale che
riguarda i comportamenti politici a prescindere dalle
appartenenze di schieramento. Per essere ancora più
esplicito una legge sul condono è esecrabile allo
stesso modo, sia che a vararla sia un governo di
centro-destra, che di centro-sinistra. Berlusconi, dopo
il condono fiscale, ha varato anche la legge sul condono
edilizio. In Parlamento l’opposizione di
centro-sinistra si è battuta contro. Anche le Regioni a
maggioranza di centro-sinistra e la Provincia autonoma
di Bolzano a maggioranza SVP, hanno detto no! Il
Trentino invece, ha deciso di applicarla. Una legge
certo più restrittiva, ma che si può applicare, per
volumi anche superiori, ad abusi edilizi precedenti lo
stesso condono del 1985. La sinistra trentina si è
drammaticamente spaccata, un verde ha votato contro, un
margheritino si è astenuto. Le giustificazioni tecniche
del tipo “il fondato rischio di incertezza
giuridica..” sono fuori posto. L’Alto Adige –
Sudtirol ha
le stesse identiche competenze del Trentino. La SVP è
un partito di raccolta non certo classificabile di
sinistra, così come non è di sinistra il presidente
Durnwalder. Eppure alla legge sul condono edilizio di
Berlusconi hanno detto nein! Non è nemmeno la prima
volta. La stessa cosa si è ripetuta per la riforma
Moratti della scuola, respinta dai nostri cugini di
Bolzano perché “il nostro ordinamento è molto più
avanzato”. Il problema è quindi tutto politico. Il
buon senso “come humus per coltivare la cultura
sostanziale delle regole e della legalità” tirato in
ballo dal presidente Dellai per giustificare la legge
trentina, centra come i cavoli a merenda. Proprio perché
“il Trentino (al pari dell’Alto Adige) non è terra
di abusivismo, grazie ad un’antica tradizione di
civiltà” la cultura del condono aveva una ragione in
più per essere rispedita al mittente. Del resto di
questa idea sono state le stesse associazioni trentine
degli ordini degli architetti e degli ingegneri assieme
ai sindacati e a molte altre. Si è anche detto che
“l’inciucio con il centro-destra non c’è stato”
e che non esiste nella maggioranza del governo trentino
“un berlusconismo strisciante”. Lo credo bene, visto
che di voti la maggioranza ne aveva a sufficienza, ma
per il resto credo che sia indicativa la dichiarazione
di soddisfazione di Giovanazzi (Forza
Italia): “In fin dei conti è stata recepita la
legge del governo nazionale e la maggioranza si è
spaccata”. Questo è il concreto punto politico. Sarà
anche vero che non esiste “un berluscanismo
strisciante”. Ma il pericolo di un populismo
qualunquistico e un po’ viscerale trentino sì. Quando
nelle valli e in Consiglio provinciale si è
sentito difendere la legge sul condono, quasi come una
legge umanitaria che aiuta gli abusi edilizi fatti per
“inconsapevolezza e in piena onestà”, si alimenta
un brodo di cultura qualunquistico-populista. Il ruolo
della politica inteso a far crescere una cultura civica
fondato sui valori dell’etica è sostituito da quello
che invece giustifica e incoraggia il “mondo trentino
dei furbi”. E, siccome in politica non si fa niente
per niente, la cosa peggiore è che si strizza
l’occhio per coltivare, con questo mondo, un voto di
scambio.
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