Condono in Trentino: un immorale voto di scambio

 di Sandro Schmid ( 07.03.04)

Il Trentino applica la legge sul condono di Berlusconi. La legge sul condono premia e incoraggia la cultura “dei più furbi”. Per questo contrasta con il principio etico della politica. E’ un giudizio generale che riguarda i comportamenti politici a prescindere dalle appartenenze di schieramento. Per essere ancora più esplicito una legge sul condono è esecrabile allo stesso modo, sia che a vararla sia un governo di centro-destra, che di centro-sinistra. Berlusconi, dopo il condono fiscale, ha varato anche la legge sul condono edilizio. In Parlamento l’opposizione di centro-sinistra si è battuta contro. Anche le Regioni a maggioranza di centro-sinistra e la Provincia autonoma di Bolzano a maggioranza SVP, hanno detto no! Il Trentino invece, ha deciso di applicarla. Una legge certo più restrittiva, ma che si può applicare, per volumi anche superiori, ad abusi edilizi precedenti lo stesso condono del 1985. La sinistra trentina si è drammaticamente spaccata, un verde ha votato contro, un margheritino si è astenuto. Le giustificazioni tecniche del tipo “il fondato rischio di incertezza giuridica..” sono fuori posto. L’Alto Adige – Sudtirol  ha le stesse identiche competenze del Trentino. La SVP è un partito di raccolta non certo classificabile di sinistra, così come non è di sinistra il presidente Durnwalder. Eppure alla legge sul condono edilizio di Berlusconi hanno detto nein! Non è nemmeno la prima volta. La stessa cosa si è ripetuta per la riforma Moratti della scuola, respinta dai nostri cugini di Bolzano perché “il nostro ordinamento è molto più avanzato”. Il problema è quindi tutto politico. Il buon senso “come humus per coltivare la cultura sostanziale delle regole e della legalità” tirato in ballo dal presidente Dellai per giustificare la legge trentina, centra come i cavoli a merenda. Proprio perché “il Trentino (al pari dell’Alto Adige) non è terra di abusivismo, grazie ad un’antica tradizione di civiltà” la cultura del condono aveva una ragione in più per essere rispedita al mittente. Del resto di questa idea sono state le stesse associazioni trentine degli ordini degli architetti e degli ingegneri assieme ai sindacati e a molte altre. Si è anche detto che “l’inciucio con il centro-destra non c’è stato” e che non esiste nella maggioranza del governo trentino “un berlusconismo strisciante”. Lo credo bene, visto che di voti la maggioranza ne aveva a sufficienza, ma per il resto credo che sia indicativa la dichiarazione di soddisfazione di Giovanazzi (Forza  Italia): “In fin dei conti è stata recepita la legge del governo nazionale e la maggioranza si è spaccata”. Questo è il concreto punto politico. Sarà anche vero che non esiste “un berluscanismo strisciante”. Ma il pericolo di un populismo qualunquistico e un po’ viscerale trentino sì. Quando  nelle valli e in Consiglio provinciale si è sentito difendere la legge sul condono, quasi come una legge umanitaria che aiuta gli abusi edilizi fatti per “inconsapevolezza e in piena onestà”, si alimenta un brodo di cultura qualunquistico-populista. Il ruolo della politica inteso a far crescere una cultura civica fondato sui valori dell’etica è sostituito da quello che invece giustifica e incoraggia il “mondo trentino dei furbi”. E, siccome in politica non si fa niente per niente, la cosa peggiore è che si strizza l’occhio per coltivare, con questo mondo, un voto di scambio.

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