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In
questi giorni due fatti nuovi stanno modificando termini
rilevanti della politica di gestione dei rifiuti in
Trentino. Poiché, come abbiamo sempre detto, la
gestione dei rifiuti è un po’ lo specchio della
nostra civiltà, come lo è stata l'industrializzazione
a metà del secolo scorso, è bene considerarli
attentamente e far mente locale, in modo da procedere
nel modo migliore, a partire da una situazione purtroppo
fortemente compromessa dai ritardi e dagli errori del
passato. La prima novità, benchè prevedibile, è la
conferma, da parte del Tar, che si possono ritenere
formalmente corrette le procedure seguite per la
valutazione d'impatto ambientale e per la localizzazione
dell'inceneritore. La seconda è costituita
dall'articolo della legge collegata al bilancio
provinciale che passa ai comuni (e a quello di Trento in
particolare) le competenze relative alla realizzazione e
gestione degli impianti di smaltimento.
La
sentenza del Tar, benché rimandi ad una futura nuova
valutazione d'impatto ambientale sul progetto esecutivo,
sembra dischiudere la strada al passaggio
dell'inceneritore dal mondo delle ipotesi a quello della
realtà. Sarà possibile evitare che l'inceneritore
diventi il "centro" della politica trentina di
gestione dei rifiuti, e limitarlo ad essere lo strumento
per smaltire quanto rimane dopo incisive azioni di
riduzione dei rifiuti prodotti, nonché di riutilizzo e
riciclaggio dei materiali?
Il
passaggio delle competenze ai comuni, previsto nella
legge detta "Omnibus", che si sta discutendo
in consiglio provinciale, assegna in materia il ruolo di
protagonisti principali ai sindaci e alle
amministrazioni comunali. Sarà l'occasione per
ristabilire con forza il principio della responsabilità
di ogni amministrazione locale e dell'equilibrio tra le
diverse zone?
Paradossalmente,
è soprattutto merito delle tante battaglie
ambientaliste, se oggi ci troviamo a concordare con il
presidente Dellai, quando indica, come ha fatto nel
commentare la sentenza del Tar, quel che adesso si
dovrebbe fare: "migliorare la politica dei rifiuti,
rendere … più stringenti gli obiettivi che ci siamo
dati, rendere migliore … l'inceneritore sotto il
profilo del dimensionamento e della tecnologia che si
userà". Ed anche quando aggiunge: "se
fra 20 anni potremo fare a meno
dell'inceneritore, ne faremo a meno".
E'
possibile concordare che quel "rendere ancora più
stringenti gli obiettivi che ci siamo dati" voglia
dire innanzitutto stabilire che in Trentino la priorità,
in materia di gestione dei rifiuti, è puntare
all'obiettivo comune di ridurre progressivamente la
quantità di rifiuti prodotti? Come scelta di civiltà,
come dimostrazione di una certa efficienza, come prova
di responsabilità collettiva. E che, in secondo luogo,
voglia dire fissare obiettivi un po’ più ambiziosi
per la raccolta differenziata ed il riciclaggio,
rispetto a quelli, migliorabili, previsti dal piano
provinciale attuale, incentivando queste pratiche
ulteriormente?
Se
concordiamo su questo, bisognerebbe metter mano al più
presto al piano provinciale di gestione dei rifiuti per
incrementare le percentuali-obiettivo di raccolta
differenziata e per introdurre percentuali-obiettivo,
progressivamente decrescenti, per la quantità di
rifiuti prodotti nelle varie zone del Trentino. I nostri
amministratori dovrebbero andare a vedere non solo gli
impianti di incenerimento esistenti, ma soprattutto le
esperienze, sorprendenti, di riduzione di rifiuti
prodotti, per esempio nella provincia di Ebersberg in
Baviera. I
nostri uffici tecnici (e con loro i cittadini)
dovrebbero essere impegnati con convinzione nel
perseguire le politiche che vanno sotto il nome di
"zero-rifiuti". L'ente pubblico dovrebbe
adottare al suo interno comportamenti esemplari e
stipulare accordi con gli operatori privati per favorire
sempre di più la riduzione degli scarti.
Anche
le procedure di raccolta differenziata possono essere
migliorate notevolmente passo dopo passo. Se si è visto
che i quartieri dove si è adottato il sistema del
"3+1" (bidoncini sotto casa per organico,
carta e residuo; campane multimateriale di isolato)
danno risultati molto migliori che quelli dove si è
adottato il sistema "2+2", perché non passare
al sistema "4+0", mettendo sotto casa anche il
bidoncino per il multimateriale? Infatti quanti,
essenzialmente per pigrizia, infilano il multimateriale
tra i residui per evitare lo spostamento ulteriore!
Inoltre, gli operatori di Trentino Servizi potrebbero
viaggiare dotati di avvisi descriventi i comportamenti
errati più frequenti, del tipo "Abbiamo notato
sacchetti di plastica nel bidone dell'organico: usare
solo i sacchetti biologici", per lasciarli sotto
casa di chi pratica la raccolta in modo errato,
contribuendo alla sua formazione. Grandi margini di
miglioramento esistono circa l'opera delle figure
professionali chiamate "informatori sui
rifiuti": per esempio dovrebbero intervenire
periodicamente presso l'utenza offrendo consulenza e
chiedendo quali sono le difficoltà.
Metodologie
ad hoc dovrebbero essere adottate per i turisti, poiché
in molte zone in alta stagione i turisti sono ben più
dei residenti. Riteniamo che in questi casi, metodologie
appropriate, dedicate al fenomeno turistico, da sole
potrebbero incrementare la percentuale di materiale
differenziato di almeno il 30%. Pur sostenendo
esperienze sperimentali di nuove tecniche, è in
generale necessario favorire il coordinamento e
l'omogeneità dei metodi di raccolta nelle diverse zone,
anche per evitare il fenomeno incivile dell'esportazione
di rifiuti nei comuni limitrofi. Ed altre misure, più o
meno semplici, potrebbero portare presto la raccolta
differenziata a percentuali ben maggiori del 50%
attualmente richiesto. Senza dimenticare che le più
semplici esigenze di rispetto reciproco e di
condivisione comunitaria richiederebbero di adottare
provvedimenti sanzionatori nei confronti delle
amministrazioni locali che non rispettano gli obiettivi
del piano provinciale.
Certo
è necessario aprire finalmente una fase di
approfondimento sugli aspetti riguardanti il
dimensionamento e la tecnologia per l'inceneritore, in
vista della predisposizione e della valutazione del
progetto esecutivo. In via preventiva questo
approfondimento dovrebbe tener conto, oltre che
naturalmente di criteri per la sicurezza e l'affidabilità,
anche delle ragioni legate alla distribuzione sul
territorio degli impianti, alle necessità di trasporto,
alla dislocazione delle scorie pericolose in discariche
speciali equamente distribuite. Non dovrebbe invece
essere obiettivo primario il profitto dell'ente gestore,
perché troppo facilmente in contrasto con la possibilità
di far crescere nella popolazione comportamenti virtuosi
e rispettosi dell'ambiente.
Sarà
interessante vedere, in particolare, se
l'Amministrazione del comune di Trento, che pone
l'ambiente tra i suoi principali obiettivi
programmatici, sarà in grado di giocare un ruolo da
protagonista in questo senso. Michelangelo Marchesi e Flavio Santini
per Costruire Comunità
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