Dopo la sentenza del Tar e la legge omnibus

Rifiuti, necessità di cambiare

di Michelangelo Marchesi e Flavio Santini per Costruire Comunità (5.12.04)

In questi giorni due fatti nuovi stanno modificando termini rilevanti della politica di gestione dei rifiuti in Trentino. Poiché, come abbiamo sempre detto, la gestione dei rifiuti è un po’ lo specchio della nostra civiltà, come lo è stata l'industrializzazione a metà del secolo scorso, è bene considerarli attentamente e far mente locale, in modo da procedere nel modo migliore, a partire da una situazione purtroppo fortemente compromessa dai ritardi e dagli errori del passato. La prima novità, benchè prevedibile, è la conferma, da parte del Tar, che si possono ritenere formalmente corrette le procedure seguite per la valutazione d'impatto ambientale e per la localizzazione dell'inceneritore. La seconda è costituita dall'articolo della legge collegata al bilancio provinciale che passa ai comuni (e a quello di Trento in particolare) le competenze relative alla realizzazione e gestione degli impianti di smaltimento.

La sentenza del Tar, benché rimandi ad una futura nuova valutazione d'impatto ambientale sul progetto esecutivo, sembra dischiudere la strada al passaggio dell'inceneritore dal mondo delle ipotesi a quello della realtà. Sarà possibile evitare che l'inceneritore diventi il "centro" della politica trentina di gestione dei rifiuti, e limitarlo ad essere lo strumento per smaltire quanto rimane dopo incisive azioni di riduzione dei rifiuti prodotti, nonché di riutilizzo e riciclaggio dei materiali?

Il passaggio delle competenze ai comuni, previsto nella legge detta "Omnibus", che si sta discutendo in consiglio provinciale, assegna in materia il ruolo di protagonisti principali ai sindaci e alle amministrazioni comunali. Sarà l'occasione per ristabilire con forza il principio della responsabilità di ogni amministrazione locale e dell'equilibrio tra le diverse zone?

Paradossalmente, è soprattutto merito delle tante battaglie ambientaliste, se oggi ci troviamo a concordare con il presidente Dellai, quando indica, come ha fatto nel commentare la sentenza del Tar, quel che adesso si dovrebbe fare: "migliorare la politica dei rifiuti, rendere … più stringenti gli obiettivi che ci siamo dati, rendere migliore … l'inceneritore sotto il profilo del dimensionamento e della tecnologia che si userà". Ed anche quando aggiunge: "se  fra 20 anni potremo fare a meno dell'inceneritore, ne faremo a meno".

E' possibile concordare che quel "rendere ancora più stringenti gli obiettivi che ci siamo dati" voglia dire innanzitutto stabilire che in Trentino la priorità, in materia di gestione dei rifiuti, è puntare all'obiettivo comune di ridurre progressivamente la quantità di rifiuti prodotti? Come scelta di civiltà, come dimostrazione di una certa efficienza, come prova di responsabilità collettiva. E che, in secondo luogo, voglia dire fissare obiettivi un po’ più ambiziosi per la raccolta differenziata ed il riciclaggio, rispetto a quelli, migliorabili, previsti dal piano provinciale attuale, incentivando queste pratiche ulteriormente?

Se concordiamo su questo, bisognerebbe metter mano al più presto al piano provinciale di gestione dei rifiuti per incrementare le percentuali-obiettivo di raccolta differenziata e per introdurre percentuali-obiettivo, progressivamente decrescenti, per la quantità di rifiuti prodotti nelle varie zone del Trentino. I nostri amministratori dovrebbero andare a vedere non solo gli impianti di incenerimento esistenti, ma soprattutto le esperienze, sorprendenti, di riduzione di rifiuti prodotti, per esempio nella provincia di Ebersberg in Baviera.  I nostri uffici tecnici (e con loro i cittadini) dovrebbero essere impegnati con convinzione nel perseguire le politiche che vanno sotto il nome di "zero-rifiuti". L'ente pubblico dovrebbe adottare al suo interno comportamenti esemplari e stipulare accordi con gli operatori privati per favorire sempre di più la riduzione degli scarti.

Anche le procedure di raccolta differenziata possono essere migliorate notevolmente passo dopo passo. Se si è visto che i quartieri dove si è adottato il sistema del "3+1" (bidoncini sotto casa per organico, carta e residuo; campane multimateriale di isolato) danno risultati molto migliori che quelli dove si è adottato il sistema "2+2", perché non passare al sistema "4+0", mettendo sotto casa anche il bidoncino per il multimateriale? Infatti quanti, essenzialmente per pigrizia, infilano il multimateriale tra i residui per evitare lo spostamento ulteriore! Inoltre, gli operatori di Trentino Servizi potrebbero viaggiare dotati di avvisi descriventi i comportamenti errati più frequenti, del tipo "Abbiamo notato sacchetti di plastica nel bidone dell'organico: usare solo i sacchetti biologici", per lasciarli sotto casa di chi pratica la raccolta in modo errato, contribuendo alla sua formazione. Grandi margini di miglioramento esistono circa l'opera delle figure professionali chiamate "informatori sui rifiuti": per esempio dovrebbero intervenire periodicamente presso l'utenza offrendo consulenza e chiedendo quali sono le difficoltà.

Metodologie ad hoc dovrebbero essere adottate per i turisti, poiché in molte zone in alta stagione i turisti sono ben più dei residenti. Riteniamo che in questi casi, metodologie appropriate, dedicate al fenomeno turistico, da sole potrebbero incrementare la percentuale di materiale differenziato di almeno il 30%. Pur sostenendo esperienze sperimentali di nuove tecniche, è in generale necessario favorire il coordinamento e l'omogeneità dei metodi di raccolta nelle diverse zone, anche per evitare il fenomeno incivile dell'esportazione di rifiuti nei comuni limitrofi. Ed altre misure, più o meno semplici, potrebbero portare presto la raccolta differenziata a percentuali ben maggiori del 50% attualmente richiesto. Senza dimenticare che le più semplici esigenze di rispetto reciproco e di condivisione comunitaria richiederebbero di adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti delle amministrazioni locali che non rispettano gli obiettivi del piano provinciale.

Certo è necessario aprire finalmente una fase di approfondimento sugli aspetti riguardanti il dimensionamento e la tecnologia per l'inceneritore, in vista della predisposizione e della valutazione del progetto esecutivo. In via preventiva questo approfondimento dovrebbe tener conto, oltre che naturalmente di criteri per la sicurezza e l'affidabilità, anche delle ragioni legate alla distribuzione sul territorio degli impianti, alle necessità di trasporto, alla dislocazione delle scorie pericolose in discariche speciali equamente distribuite. Non dovrebbe invece essere obiettivo primario il profitto dell'ente gestore, perché troppo facilmente in contrasto con la possibilità di far crescere nella popolazione comportamenti virtuosi e rispettosi dell'ambiente.

Sarà interessante vedere, in particolare, se l'Amministrazione del comune di Trento, che pone l'ambiente tra i suoi principali obiettivi programmatici, sarà in grado di giocare un ruolo da protagonista in questo senso.                       Michelangelo Marchesi e Flavio Santini                        per Costruire Comunità

 

societaperta.it 2001