Dopo il 26 ottobre 2003

Appunti per la seconda fase di Costruire Comunità

di Piergiorgio Cattani (11 ottobre 2003)

Aspetti politici

La realtà dei fatti a cui volenti o dolenti dobbiamo far fronte è la seguente: esiste nel centro sinistra dellaiano un' oligarchia di pochi trasversale alle istituzioni e ai partiti. Questo gruppo di potere, dopo questo inquietante precedente può e purtroppo nei fatti riesce a decidere su tutto, anche sull'esclusione dei candidati. La parte sana del centro sinistra, che pure esiste, non ha saputo controbilanciare questo potere e si è trovata contro voglia nell'angolo; altri sono invece contenti di mangiare le briciole, di sopravvivere in uno squallido sottopotere.
Il diktat di Dellai potrà in futuro dare il via ad altri tipi di veti e darà ai sindaci ed ai potenti, specie nei piccoli paesi, un esempio di come la prevaricazione sia un utile strumento di governo. Penso che sia opportuno superare una certa contrapposizione che vede da un lato i partiti, presenti nelle istituzioni, dall'altro i movimenti che lavorano fuori dal Palazzo nella società civile. È ovvio che la differenza esiste, ma va cercata un'armonia tra questi due modi di impegno. Costruire Comunità ha incarnato bene questa armonia con una presenza attiva nelle istituzioni provinciali, con l'impegno di Vincenzo, e con una militanza nella lotte civili. Avevamo trovato un giusto equilibrio anche per il futuro, ma i fatti ci hanno impedito di continuare questo modello. Vorrei però affermare che costruire comunità sarà ancora presente nelle istituzioni, come per esempio nei Comuni in cui abbiamo diversi associati e simpatizzanti. La mancanza di uno sbocco a livello provinciale è pesante sia dal punto di vista politico, che dal punto di vista economico; ma con un impegno costante di tutti potremmo ovviare a queste difficoltà.
Non mi dilungo sul nostro impegno nella società civile: dobbiamo solo continuare il cammino di questi anni .
Occorre però essere molto accorti nel non dissipare questo patrimonio. Per questo, solo se saremo uniti potremo continuare l'itinerario possibile. Suggerirei così alcune prospettive future.
1) Costruire Comunità rappresenta un'intuizione originale che non si può esaurire in nessuno dei raggruppamenti politici presenti sulla scena trentina.
Abbiamo con convinzione cercato un'alleanza con i DS in vista della costruzione di un progetto nuovo e unitario anche sulla spinta della proposta di Prodi. Ritengo che questo progetto sia ancora valido anche se declinato in altre forme. Il dialogo con la sinistra democratica e riformista deve dunque continuare in vista dei prossimi impegni.
2) Sono convinto che Costruire Comunità debba moltiplicare la propria presenza e non possa limitarsi ad essere un circolo culturale, ma la sua missione sia quella di essere un' associazione di azione politica, capace di utilizzare tutte le modalità possibili di presenza nella società.
Per esempio: incontri culturali di proposta, azioni di lotta e di denuncia, confronti e accordi con i partiti (questa è la via preferenziale, come abbiamo fatto in questa occasione), presenza autonoma come ultima possibilità. Dobbiamo essere consapevoli che la nostra originale presenza è necessaria per il Trentino, in questo momento ancor più di un mese fa.
3) In questi mesi, a causa di errori nostri e di una premeditata campagna politica di quanti non ci sopportano, Costruire Comunità è stata dipinta come un movimento di estrema sinistra popolato da integralisti con cui era impossibile ogni tipo di dialogo. Mi sembra che negli ultimi giorni molti si siano accorti che non è proprio così: dobbiamo ora continuare a far capire che noi ci collochiamo al centro di un vero schieramento ulivista di cui purtroppo in Trentino non si vede neppure l'ombra. Per questo penso sia opportuno, nei tempi e nei modi stabiliti, cercare nuove adesioni non solo nel campo della sinistra ma in quanti si richiamano ai valori dell'Ulivo. L'archiviazione di fatto della prospettiva ulivista ha segnato per la coalizione di Dellai un crollo verticale dal punto di vista politico, progettuale, culturale, morale. L' Ulivo per noi non è un totem ma il simbolo di una politica innovativa e inclusiva, basata sulla collaborazione e sulla partecipazione piuttosto che sulle ferree logiche di potere.

Aspetti organizzativi

Negli ultimi tempi Costruire Comunità ha manifestato vistosi problemi organizzativi.
Le assemblee per poter funzionare devono essere preparate prima da qualcuno: senza una o più tracce di discussione la stessa democrazia interna non esiste e prevale la confusione.
I tempi della politica richiedono la capacità di fornire velocemente soluzioni, di preparare in poche ore comunicati stampa, di rispondere adeguatamente alle sollecitazioni che ogni giorno ci giungeranno dall'esterno. Un regime totalmente assembleare risulta alle volte troppo lento e farraginoso.
Alle volte non sappiamo chi sia autorizzato a parlare per l'intero movimento Costruire Comunità. Occorre un portavoce o un gruppo stabilito per questo.
Non riusciamo a comunicare con la periferia e con le valli del Trentino: molti si sentono lontani e mai ascoltati.
In questi anni siamo sempre stati abituati a non avere problemi finanziari: senza una costante entrata solamente un'organizzazione precisa e leggera può garantire la sopravvivenza dell'associazione.
Per queste e per altre carenze occorre a mio parere compiere questi passi:
1.     provvedere a un cambiamento nella struttura e  nella composizione del coordinamento
2.     il coordinamento dovrebbe presentarsi dimissionario alla prossima assemblea
3.     occorre però preparare prima uno o più schemi organizzativi da mandare via lettera agli associati insieme con la convocazione dell'assemblea. Il tutto deve avvenire secondo tempi prestabiliti.

Ecco una mia proposta di organizzazione.

È necessario creare un gruppo ristretto di persone che ha la funzione di mettere in rete tutte gli altri associati. Questo gruppo deve essere considerato non tanto una direzione politica quanto un centro propulsivo di iniziative.
Esso però deve essere composto da persone che abbiano la possibilità di mettere a disposizione una parte del loro tempo per svolgere questo compito.
All'interno del gruppo verrà nominato dall'assemblea un presidente portavoce.
il gruppo dovrà essere ben affiatato ed avere una strategia precisa, altrimenti se marciamo in direzioni divergenti o anche poco chiare rischiamo veramente di finire male.
Il compito reale di questo coordinamento sarà però, come detto prima, quello di coordinare le azioni e i gruppi che si formeranno. Con questo intendo che l'assemblea degli associati rimarrà il reale luogo delle decisioni.
L'aspetto economico dovrà essere particolarmente curato in questa nuova fase.
Una delle prime azioni concrete di questo gruppo organizzativo sarà quella di trovare persone che concentrino la loro attenzione sui principali temi politici. Anche se non curiamo ogni aspetto, è lo stesso. Basta far bene anche una sola cosa.

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