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Aspetti politici
La
realtà dei fatti a cui volenti o dolenti dobbiamo far
fronte è la seguente: esiste nel centro sinistra
dellaiano un' oligarchia di pochi trasversale alle
istituzioni e ai partiti. Questo gruppo di potere, dopo
questo inquietante precedente può e purtroppo nei fatti
riesce a decidere su tutto, anche sull'esclusione dei
candidati. La parte sana del centro sinistra, che
pure esiste, non ha saputo controbilanciare questo
potere e si è trovata contro voglia nell'angolo; altri
sono invece contenti di mangiare le briciole, di
sopravvivere in uno squallido sottopotere.
Il diktat di Dellai potrà in futuro dare il via ad
altri tipi di veti e darà ai sindaci ed ai potenti,
specie nei piccoli paesi, un esempio di come la
prevaricazione sia un utile strumento di governo.
Penso che sia opportuno superare una certa
contrapposizione che vede da un lato i partiti, presenti
nelle istituzioni, dall'altro i movimenti che lavorano
fuori dal Palazzo nella società civile. È ovvio che la
differenza esiste, ma va cercata un'armonia tra questi
due modi di impegno. Costruire Comunità ha incarnato
bene questa armonia con una presenza attiva nelle
istituzioni provinciali, con l'impegno di Vincenzo, e
con una militanza nella lotte civili. Avevamo trovato un
giusto equilibrio anche per il futuro, ma i fatti ci
hanno impedito di continuare questo modello. Vorrei
però affermare che costruire comunità sarà ancora
presente nelle istituzioni, come per esempio nei
Comuni in cui abbiamo diversi associati e simpatizzanti.
La mancanza di uno sbocco a livello provinciale è
pesante sia dal punto di vista politico, che dal punto
di vista economico; ma con un impegno costante di tutti
potremmo ovviare a queste difficoltà.
Non mi dilungo sul nostro impegno nella società civile:
dobbiamo solo continuare il cammino di questi anni .
Occorre però essere molto accorti nel non dissipare
questo patrimonio. Per questo, solo se saremo uniti
potremo continuare l'itinerario possibile. Suggerirei
così alcune prospettive future.
1)
Costruire
Comunità rappresenta un'intuizione originale che non si
può esaurire in nessuno dei raggruppamenti politici
presenti sulla scena trentina.
Abbiamo con convinzione cercato un'alleanza con i DS
in vista della costruzione di un progetto nuovo e
unitario anche sulla spinta della proposta di Prodi. Ritengo
che questo progetto sia ancora valido anche se
declinato in altre forme. Il dialogo con la sinistra
democratica e riformista deve dunque continuare in vista
dei prossimi impegni.
2)
Sono convinto che Costruire Comunità debba moltiplicare
la propria presenza e non possa limitarsi ad essere un
circolo culturale, ma la sua missione sia quella di
essere un' associazione di azione politica, capace
di utilizzare tutte le modalità possibili di presenza
nella società.
Per esempio: incontri culturali di proposta, azioni di
lotta e di denuncia, confronti e accordi con i partiti
(questa è la via preferenziale, come abbiamo fatto in
questa occasione), presenza autonoma come ultima
possibilità. Dobbiamo essere consapevoli che la
nostra originale presenza è necessaria per il Trentino,
in questo momento ancor più di un mese fa.
3)
In questi mesi, a causa di errori nostri e di una
premeditata campagna politica di quanti non ci
sopportano, Costruire Comunità è stata dipinta come un
movimento di estrema sinistra popolato da integralisti
con cui era impossibile ogni tipo di dialogo. Mi sembra
che negli ultimi giorni molti si siano accorti che non
è proprio così: dobbiamo ora continuare a far
capire che noi ci collochiamo al centro di un vero
schieramento ulivista di cui purtroppo in Trentino non
si vede neppure l'ombra. Per questo penso sia opportuno,
nei tempi e nei modi stabiliti, cercare nuove adesioni
non solo nel campo della sinistra ma in quanti si
richiamano ai valori dell'Ulivo. L'archiviazione di
fatto della prospettiva ulivista ha segnato per la
coalizione di Dellai un crollo verticale dal punto di
vista politico, progettuale, culturale, morale. L' Ulivo
per noi non è un totem ma il simbolo di una politica
innovativa e inclusiva, basata sulla collaborazione e
sulla partecipazione piuttosto che sulle ferree logiche
di potere.
Aspetti
organizzativi
Negli
ultimi tempi Costruire Comunità ha manifestato vistosi
problemi organizzativi.
Le assemblee per poter funzionare devono essere
preparate prima da qualcuno: senza una o più tracce di
discussione la stessa democrazia interna non esiste e
prevale la confusione.
I tempi della politica richiedono la capacità di
fornire velocemente soluzioni, di preparare in poche ore
comunicati stampa, di rispondere adeguatamente alle
sollecitazioni che ogni giorno ci giungeranno
dall'esterno. Un regime totalmente assembleare risulta
alle volte troppo lento e farraginoso.
Alle volte non sappiamo chi sia autorizzato a parlare
per l'intero movimento Costruire Comunità. Occorre un
portavoce o un gruppo stabilito per questo.
Non riusciamo a comunicare con la periferia e con le
valli del Trentino: molti si sentono lontani e mai
ascoltati.
In questi anni siamo sempre stati abituati a non avere
problemi finanziari: senza una costante entrata
solamente un'organizzazione precisa e leggera può
garantire la sopravvivenza dell'associazione.
Per queste e per altre carenze occorre a mio parere
compiere questi passi:
1.
provvedere
a un cambiamento nella struttura e
nella composizione del coordinamento
2.
il
coordinamento dovrebbe presentarsi dimissionario alla
prossima assemblea
3.
occorre
però preparare prima uno o più schemi organizzativi da
mandare via lettera agli associati insieme con la
convocazione dell'assemblea. Il tutto deve avvenire
secondo tempi prestabiliti.
Ecco una
mia proposta di organizzazione.
È
necessario creare un gruppo ristretto di persone che ha
la funzione di mettere in rete tutte gli altri
associati. Questo gruppo deve essere considerato non
tanto una direzione politica quanto un centro propulsivo
di iniziative.
Esso però deve essere composto da persone che abbiano
la possibilità di mettere a disposizione una parte del
loro tempo per svolgere questo compito.
All'interno del gruppo verrà nominato dall'assemblea un
presidente portavoce.
il gruppo dovrà essere ben affiatato ed avere una
strategia precisa, altrimenti se marciamo in direzioni
divergenti o anche poco chiare rischiamo veramente di
finire male.
Il compito reale di questo coordinamento sarà però,
come detto prima, quello di coordinare le azioni e i
gruppi che si formeranno. Con questo intendo che
l'assemblea degli associati rimarrà il reale luogo
delle decisioni.
L'aspetto economico dovrà essere particolarmente curato
in questa nuova fase.
Una
delle prime azioni concrete di questo gruppo
organizzativo sarà quella di trovare persone che
concentrino la loro attenzione sui principali temi
politici. Anche se non curiamo ogni aspetto, è lo
stesso. Basta far bene anche una sola cosa.
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