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Visto che le mie dimissioni dal
Coordinamento di CC non hanno stimolato affatto il
dibattito interno sulle recenti scelte circa il
ritiro delle candidature, ma soprattutto sulla strategia
prossima futura di CC, formulo alcune domande a cui, a
mio avviso, l’Associazione dovrebbe dare o ricercare
risposte.
Inoltre, considero, con una certa
preoccupazione l’unanimismo - almeno formale -
dell’Associazione specie nell’ultima Assemblea,
poiché per la ricerca di soluzioni politiche complesse
sarebbe bene che gli apporti critici, ma costruttivi,
fossero sempre molti e verificati con attenzione.
Premessa
Il divieto posto da Dellai alla
candidatura di Casanova è
un atto insopportabile: è un “sopruso dei
diritti fondamentali di un cittadino” come affermano
Micheli e Passerini sul Trentino
del 28-09-03 e
rappresenta anche “un’ingerenza ingiustificata sul
futuro organismo del Consiglio che è organo non
dipendente dal futuro eventuale Presidente”: un
“Dispotismo che umilia il legislativo” come afferma
Michele Nicoletti sull’Adige del 28-09-03, quindi siamo ad un vulnus di tipo istituzionale
prima ancora che la legislatura inizi.
Non credo che ormai si possa dire ancora
molto di più sulla gravità del diktat di Dellai sul
quale tutti concordano. Nemmeno ritengo ci sia molto da
dire sulla necessità che vi era opporsi
a tale azione dispotica subita da CC, che ritirando le
due candidature non ha fatto altro che scegliere in quel
momento l’unica
opzione possibile, per altro con espressa delega
assembleare.
Ma è in seguito, nel purtroppo breve
tempo che rimaneva prima che si chiudesse la possibilità
di presentare le liste, che CC poteva e doveva
meglio valutare politicamente quale opzione era
possibile per opporsi nel modo più efficace al sopruso, ma in modo politicamente
positivo senza perdere dignità, e forse lasciando
stare l’orgoglio ferito.
E’
per tale motivo che di seguito formulo alcune domande un
po’ provocatorie:
- Se
il giorno della presentazione di tutta la coalizione
di Centrosinistra al S. Chiara avesse fatto il suo
ingresso Casanova con Cattani, scelto
come unico candidato di CC,
ma entrambi come simbolo fisico di resistenza
e lotta contro qualunque diktat passato e futuro, e
come espressione di una volontà ferrea di essere i
rappresentanti di una sinistra che non si piega ai
soprusi dei diversi potentati politici, - da subito
e non nel futuro prossimo che verrà - sarebbe stato
dignitoso o vergognoso?
- Per
CC, avere da subito due rappresentanti in campagna
elettorale, anche
se solo uno formalmente in lista, in grado di
sviluppare un’azione di diffusione dei nostri
valori e delle nostre idee, sotto i riflettori di
un’opinione pubblica, e non solo quella di
sinistra, a noi favorevole, sarebbe stato
auspicabile o pernicioso?
- Se
alla fine della campagna avessimo colto un successo,
ci fossimo finalmente contati, e fossimo entrati
attraverso con Cattani, e Casanova al suo fianco,
uno come consigliere e l’altro come assistente e
compagno di lotta, nel Consiglio provinciale per
ricordare ogni giorno a tutta l’assembea ed al suo
Presidente che il suo divieto intollerabile era
stato, nei fatti, sconfitto sarebbe stato positivo o
negativo? Il nostro orgoglio sarebbe stato appagato
o la ferita avrebbe continuato a sanguinare? La
famosa gente avrebbe capito? Il popolo di sinistra,
abitualmente sfortunato e perdente, sarebbe stato
contento? Sarebbe stata una critica pratica
all’arroganza del potere o un gesto di furbizia di
CC in cerca di poltrone? Il niet di Dellai si
sarebbe rivolto come un boumerang contro di lui o
contro di noi?
- Io
ho ricominciato a far politica soprattutto perché
allarmato dal pericolo berlusconiano, ma nel 2001 CC
era appena nata e non si impegnò direttamente,
adesso che si potrebbe contribuire anche nel
Trentino a bloccare la destra e vincere per
migliorare anche il Centrosinistra, siamo in una
naturale posizione di forte critica verso la
coalizione di CS che ci ha di fatto bloccato e
scaricato, cosa devo fare? Cosa devono fare quelli
che sono nella mia posizione? Cosa deve fare CC?
- Se
abbiamo detto che non vogliamo indebolire il CS
facendo una nostra lista esterna, si presume che
siamo mal disposti verso chi si è posto fuori dal
CS; ma se siamo anche critici nei confronti dei di
chi ci ha mollato come i DS, per chi dobbiamo
votare?
- Lasceremo
tale scelta alla libertà di ciascuno o daremo
indicazioni di sostenere determinati candidati che
riteniamo essere a noi vicini? Questa sarebbe una
soluzione dignitosa o contraddittoria?
- Se
la nostra strategia futura è quella di costruire un
Ulivo nuovo che abbia un minimo di tasso di decenza
“che non espelle le espressioni più esigenti
della società” come si desume dall’articolo di
Walter e Vincenzo del Trentino
del 26.09.03 con chi dovremo dialogare nel
prossimo futuro,
tenuto conto delle differenze che ci dividono
da tutti i potenziali partner, almeno in sede
locale?
- Nelle
prossime elezioni europee quale sarà la strategia
di CC? Per chi voteremo? Con quale aggregazione
dovremo ripatteggiare la nostra presenza?
- L’arroganza
si vince con l’orgoglio o con la prassi politica?
In politica dov’è il confine tra l’orgoglio e
il coraggio? Che differenza c’è tra azione e
mediazione?
- La
prossima volta per avere degli interlocutori devo
inviare le mie dimissioni ad uno dei due quotidiani
locali?
Sarei lieto di discutere con tutti gli amici di CC
di questi problemi.
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