Elezioni provinciali 2003
Dieci domande per Costruire Comunità
di Gianni Palma, 29.09.03

Visto che le mie dimissioni dal Coordinamento di CC non hanno stimolato affatto il  dibattito interno sulle recenti scelte circa il ritiro delle candidature, ma soprattutto sulla strategia prossima futura di CC, formulo alcune domande a cui, a mio avviso, l’Associazione dovrebbe dare o ricercare risposte.

Inoltre, considero, con una certa preoccupazione l’unanimismo - almeno formale - dell’Associazione specie nell’ultima Assemblea, poiché per la ricerca di soluzioni politiche complesse sarebbe bene che gli apporti critici, ma costruttivi, fossero sempre molti e verificati con attenzione.

 

Premessa

Il divieto posto da Dellai alla candidatura di Casanova è  un atto insopportabile: è un “sopruso dei diritti fondamentali di un cittadino” come affermano Micheli e Passerini sul Trentino del 28-09-03 e rappresenta anche “un’ingerenza ingiustificata sul futuro organismo del Consiglio che è organo non dipendente dal futuro eventuale Presidente”: un “Dispotismo che umilia il legislativo” come afferma Michele Nicoletti sull’Adige del 28-09-03, quindi siamo ad un vulnus di tipo istituzionale prima ancora che la legislatura inizi.

 

Non credo che ormai si possa dire ancora molto di più sulla gravità del diktat di Dellai sul quale tutti concordano. Nemmeno ritengo ci sia molto da dire sulla necessità che vi era  opporsi a tale azione dispotica subita da CC, che ritirando le due candidature non ha fatto altro che scegliere in quel momento l’unica opzione possibile, per altro con espressa delega assembleare.

Ma è in seguito, nel purtroppo breve tempo che rimaneva prima che si chiudesse la possibilità di presentare le liste, che CC poteva e doveva meglio valutare politicamente quale opzione era possibile per  opporsi nel modo più efficace al sopruso, ma in modo politicamente positivo senza perdere dignità, e forse lasciando stare l’orgoglio ferito.

 

E’ per tale motivo che di seguito formulo alcune domande un po’ provocatorie:

  1. Se il giorno della presentazione di tutta la coalizione di Centrosinistra al S. Chiara avesse fatto il suo ingresso Casanova con Cattani, scelto come unico candidato di CC,  ma entrambi come simbolo fisico di resistenza e lotta contro qualunque diktat passato e futuro, e come espressione di una volontà ferrea di essere i rappresentanti di una sinistra che non si piega  ai soprusi dei diversi potentati politici, - da subito e non nel futuro prossimo che verrà - sarebbe stato dignitoso o vergognoso?
  2. Per CC, avere da subito due rappresentanti in campagna elettorale, anche se solo uno formalmente in lista, in grado di sviluppare un’azione di diffusione dei nostri valori e delle nostre idee, sotto i riflettori di un’opinione pubblica, e non solo quella di sinistra, a noi favorevole, sarebbe stato auspicabile o pernicioso?
  3. Se alla fine della campagna avessimo colto un successo, ci fossimo finalmente contati, e fossimo entrati attraverso con Cattani, e Casanova al suo fianco, uno come consigliere e l’altro come assistente e compagno di lotta, nel Consiglio provinciale per ricordare ogni giorno a tutta l’assembea ed al suo Presidente che il suo divieto intollerabile era stato, nei fatti, sconfitto sarebbe stato positivo o negativo? Il nostro orgoglio sarebbe stato appagato o la ferita avrebbe continuato a sanguinare? La famosa gente avrebbe capito? Il popolo di sinistra, abitualmente sfortunato e perdente, sarebbe stato contento? Sarebbe stata una critica pratica all’arroganza del potere o un gesto di furbizia di CC in cerca di poltrone? Il niet di Dellai si sarebbe rivolto come un boumerang contro di lui o contro di noi?
  4. Io ho ricominciato a far politica soprattutto perché allarmato dal pericolo berlusconiano, ma nel 2001 CC era appena nata e non si impegnò direttamente, adesso che si potrebbe contribuire anche nel Trentino a bloccare la destra e vincere per migliorare anche il Centrosinistra, siamo in una naturale posizione di forte critica verso la coalizione di CS che ci ha di fatto bloccato e scaricato, cosa devo fare? Cosa devono fare quelli che sono nella mia posizione? Cosa deve fare CC?
  5. Se abbiamo detto che non vogliamo indebolire il CS facendo una nostra lista esterna, si presume che siamo mal disposti verso chi si è posto fuori dal CS; ma se siamo anche critici nei confronti dei di chi ci ha mollato come i DS, per chi dobbiamo votare?
  6. Lasceremo tale scelta alla libertà di ciascuno o daremo indicazioni di sostenere determinati candidati che riteniamo essere a noi vicini? Questa sarebbe una soluzione dignitosa o contraddittoria?
  7. Se la nostra strategia futura è quella di costruire un Ulivo nuovo che abbia un minimo di tasso di decenza “che non espelle le espressioni più esigenti della società” come si desume dall’articolo di Walter e Vincenzo del Trentino del 26.09.03 con chi dovremo dialogare nel prossimo futuro,  tenuto conto delle differenze che ci dividono da tutti i potenziali partner, almeno in sede locale?
  8. Nelle prossime elezioni europee quale sarà la strategia di CC? Per chi voteremo? Con quale aggregazione dovremo ripatteggiare la nostra presenza?
  9. L’arroganza si vince con l’orgoglio o con la prassi politica? In politica dov’è il confine tra l’orgoglio e il coraggio? Che differenza c’è tra azione e mediazione?
  10. La prossima volta per avere degli interlocutori devo inviare le mie dimissioni ad uno dei due quotidiani locali?

 

Sarei lieto di discutere con tutti gli amici di CC di questi problemi. 

 

societaperta.it 2001